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di Gillo Dorfles
a cura di Luca Cesari
Della vastissima produzione libraria e saggistica di Gillo Dorfles, fatta oggetto di svariate pubblicazioni e riedizioni, resta per solito meno conosciuto e affrontato il profilo della riflessione sistematicamente dedicata all'estetica teorica, disciplina alla quale lo studioso si è dedicato anche come professore all'interno dell'università. Dorfles stesso ebbe premura, ormai trent'anni fa, di riunire in libro quelli che considerava i propri contributi al discorso dell'estetica teorica del secondo Novecento. Oggi, sotto quello stesso titolo, l'autore ripropone una compilazione totalmente rinnovata e arricchita, incrementata dai saggi in parte già raccolti in volume e in parte mai apparsi in un volume, a cominciare dal 1948. Si tratta dunque di una vera e propria biografia teorica che si presenta anche come compendio del pensiero estetico di Dorfles, il quale ci permette di considerare la posizione della studioso, se non dal punto di vista di una sintesi, certamente da quello di una prospettiva organica della propria estetica e filosofia.
Gillo Dorfles (Trieste, 1910) è forse la personalità italiana più internazionale dell’estetica e della critica d’arte del secondo dopoguerra. Formatosi contemporaneamente in area culturale tedesca e italiana, completati gli studi in Medicina a Roma e in Filosofia a Milano tra il 1928 e il 1935, Dorfles incomincia a collaborare con riviste come «Le arti plastiche» e «L’Italia letteraria» dal 1930. E su tali periodici si svolge il suo tirocinio critico sino a metà del decennio successivo quando, parallelamente alla carriera artistica di pittore, intraprende organicamente la riflessione teorica nel campo dell’estetica. In questi anni svolge un importante ruolo di collegamento con gli ambienti dell’estetica anglo-americana soprattutto, diventando la personalità di riferimento nel nostro paese per quanto concerne l’immissione delle metodologie scientifiche applicate all’estetica e alla critica., dai campi della linguistica, della semantica, della teoria dell’informazione, della psicologia. Enzo Paci lo coinvolge poi nel progetto della nascente rivista «Aut-Aut» [1951-] in qualità di redattore capo. Insieme a Munro, Pareyson, Anceschi, fa parte del comitato organizzatore internazionale del primo Convegno d’estetica del dopoguerra, nel 1956. Ha insegnato estetica nelle Università di Trieste, Milano, Cagliari. La sua produzione spazia in una gamma amplissima di titoli, tra libri, saggi, articoli, cataloghi. Dagli anni 2000 collabora con il «Corriere della Sera».
Luca Cesari è allievo di Luciano Anceschi. I suoi interessi spiccati nella storia della critica e del pensiero estetico, ne fanno soprattutto un editore e curatore di testi, tuttavia interessato alle zone liminari in cui la letteratura s’incrocia con la filosofia, il pensiero artistico con quello teorico e critico. Per formazione legato all’impostazione neofenomenologica del maestro, ha pubblicato numerosi saggi a corredo delle proprie ricerche sulle fonti novecentesche, occupandosi a più riprese sia di teorici, sia di critici, sia di teorici-critici che di poeti-critici. È stato curatore dei Quaderni della “Fondazione Arcangeli” (1994-2000), ed è curatore di mostre. È professore di estetica all’Accademia di Belle Arti d’Urbino.